L’importanza delle parole per i siti web e i blog

L’importanza delle parole per i siti web e i blog

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Uno dei trend in continua ascesa è quello del Content Marketing: dalla sua adozione non possiamo più farne a meno.

Sarà colpa del Panda, che già dall’inizio del 2011 ha iniziato a colpire, con diverse ondate, tutti quei siti che facevano uso di contenuti scarni, inconsistenti, di pessima qualità.

Sarà colpa di Penguin o di Hummingbird, algoritmi di Google sempre più sofisticati il cui scopo è quello di migliorare l’esperienza sul web dell’utente, penalizzando siti lenti, contenuti duplicati, siti il cui unico scopo è quello di raccogliere click per trasformarli in pubblicità attiva.

Sarà che le 3 paroline “Content is King” – che, è bene ricordarlo, sono state pronunciate da Bill Gates nel lontano 1996 – sono oggi più che mai un mantra: già quasi 25 anni fa Bill Gates descriveva internet come il futuro “mercato” basato sulla qualità dei contenuti.

Sarà che SEO e webmaster si sono resi conto che se un contenuto non ha dentro la calamita, se non ha un qualcosa in più, è oggi impossibile che venga linkato, condiviso, retweettato, commentato. E soprattutto letto/fruito da qualcuno.

Blog e sito web: quando “si fanno leggere”

Qual è la calamita? Qualità, qualità e ancora qualità. Qualità dei testi, delle parole, delle keywords, contenuti capaci di “coinvolgere” e di “calamitare” non solo il lettore ma anche gli algoritmi di Google per originalità e coerenza.

Quindi per far emergere il buon-contenuto dall’enorme massa di cattivi-contenuti pubblicati online ogni 60 secondi (si parla di 2.460.000 post su Facebook, 72 ore di video su Youtube e di oltre 280.000 tweet), bisogna fare in modo di attrarre l’occhio del lettore, sempre troppo distratto, indaffarato o sovrastimolato.

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